Gestire il ritorno elastico nella piegatura della lamiera

ritorno elastico

Uno degli effetti fisiologici e indesiderati delle lavorazioni a deformazione è il cosiddetto ritorno elastico della lamiera.

Con questa espressione si indica la tendenza più o meno accentuata di un pezzo in lavorazione a ritornare nella propria forma precedente.

Il ritorno elastico, in pratica, è imputabile a quelle fibre interne al materiale che vorrebbero tornare allo stato originario ma non lo possono fare perché che si sono irrimediabilmente deformate.

Per capire più in profondità il fenomeno, immaginiamo ciò che succede all’interno di un raggio di piegatura, cioè la zona deformata.

Nelle zone periferiche del materiale si concentrano le tensioni maggiori:

  • compressione all’interno;
  • trazione all’esterno.

La diretta conseguenza di questa situazione è un accorciamento del materiale soggetto alla compressione e, viceversa, un allungamento di quello soggetto a trazione. Più ci si avvicina all’interno della lamiera e più le tensioni applicate calano e con esse le deformazioni.

In una zona ideale, chiamata piano neutro o fibra neutra avviene il bilanciamento delle due tensioni e, di conseguenza si ottiene una fascia sottile di materiale curvato senza essere allungato o accorciato.

È proprio nelle immediate prossimità di questo piano neutro che risiedono le fibre di materiale responsabili del fenomeno del ritorno elastico.

Come si gestisce il ritorno elastico?

Il ritorno elastico rappresenta un fenomeno fisiologico e viene gestito in maniera del tutto naturale in fase di piegatura attraverso la tecnica del cosiddetto overbending o sovrapiegatura.

In pratica si scende maggiormente con l’utensile rispetto alla quota geometrica per l’ottenimento dei gradi desiderati, fino al punto in cui, in fase di rilascio l’angolo non corrisponda a quanto previsto.

Se effettuato ancora con metodo tradizionale, quindi piegando un campione, misurandolo e correggendo manualmente le impostazioni della pressa piegatrice, questo procedimento può risultare frustrante e causare spreco di tempo e materiale. 

Esistono però altre soluzioni più moderne e affidabili per ottenere un piegato di qualità al primo colpo.

ritorno elastico acciaio

Le soluzioni innovative del controllo dell’angolo

Sul mercato esistono diversi sistemi di lettura dell’angolo di piega, come il sistema di bombatura adattiva Clever Crowning di VICLA.

Questo sistema consente di rilevare in tempo reale la correzione da effettuare grazie a dei sensori montati sotto il banco porta matrice e sopra al pestone della macchina.

La peculiarità dei sistema di controllo dell'angolo VICLA è sicuramente la facilità di programmazione: infatti non è necessario che l'operatore determini lo spessore, la lunghezza, il tipo di materiale e la  forza di piegatura; non sono necessari nemmeno test di campionamento.  È sufficiente impostare l’angolo di piegatura nel CNC della pressa piegatrice e il calcolo da effettuare.

Altro punto di fondamentale importanza è la possibilità di piegare forme complesse con contropieghe o con bordo ridotto.

Insieme al sistema di lettura del controllo dell'angolo, le presse piegatrici VICLA posso essere dotate di un correttore automatico delle flessioni strutturali delle spalle:  il sistema Flex, infatti, tramite appositi trasduttori, compensa quelle che possono essere le deformazioni strutturali della macchina.

Risulta evidente che la combinazione dei due sistemi garantisce massima precisione e ripetibilità anche su superfici non uniformi.

Per toccare con mano le soluzioni di piegatura che proponiamo contattaci e visita il nostro showroom ad Albavilla (CO).